Il Complesso monastico di Polirone fu fondato nel 1007 da Tedaldo
di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull’isola che si trovava tra il Po e il fiume Lirone. Nel 1077, in seguito al famoso episodio avvenuto a Canossa tra l’Imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII che vide la contessa in veste mediatrice, Matilde donò l’abbazia al Papa, il quale a sua volta la pose sotto la giurisdizione di Cluny. L’architettura della Chiesa abbaziale venne quindi adeguata al modello cluniacense attraverso la rimodulazione della parte absidale, che viene strutturata con deambulatorio e cappelle radiali, su modello delle grandi chiese di pellegrinaggio. All’interno della Basilica si trova anche l’Oratorio di Santa Maria databile tra la fine del XI secolo e la metà del XII secolo. Proprio in questo luogo, per sua volontà, Matilde venne sepolta (1115). Il corpo della Grancontessa venne poi traslato nel 1632 per volere di papa Urbano VIII ed ora riposa nella basilica di San Pietro in Vaticano, nel monumento realizzato dal Bernini. Tra il 1420 e il 1450 la chiesa abbaziale venne restaurata dopo l’ingresso del monastero nella congregazione cassinese di Santa Giustina di Padova. Un secolo dopo l’abate Gregorio Cortese incaricò di una nuova ricostruzione Giulio Romano, all’epoca a Mantova al servizio dei Gonzaga, il quale, senza demolire le preesistenti strutture romaniche e gotiche, riedificò la chiesa maggiore adottando soluzioni originalissime per far convivere gli edifici anteriori con il classicismo manierista. Per l’impegno religioso, politico e culturale, il monastero ha occupato un ruolo fondamentale nella storia del monachesimo italiano fino alla sua soppressione (1797) ad opera di Napoleone Bonaparte. Il Complesso monastico comprende anche i tre chiostri dei Secolari, di San Simeone e di San Benedetto, il Refettorio grande con una parete
affrescata dal Correggio, le cantine cinquecentesche e il Museo Civico Polironiano.
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